renderingProgetto promosso dalla rivista DDN giornale di rilievo nel settore design che in quest’occasione ha inteso creare un progetto di visibilità sui 5 sensi, vista, udito, olfatto, tatto, gusto.

Mauro Olivieri è stato scelto per esplorare il tema del gusto con l’istallazione Texture, textare e guxtare da lui ideata e progettata.

Gli altri 4 sensi verranno esplorati da: Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti/Deepdesign con Andrea Trevisan, Luca Moretto Massimo facchinetti/Prototipi Design,Alex Turco,Giulio Ceppi/Total Tool

 

Texture, textare e guxtare sono le tre “x” che ci portano ad entrare profondamente all’interno di quei sensi, che ancora oggi non siamo riusciti ad assaporare veramente. Questo progetto ci vuole ricordare che parlare di tatto, in un ambiente che ha a che fare con il cibo, è espressione di un secondo tatto, quello che entra in gioco quando con la nostra bocca, con i nostri denti, con la nostra lingua, con il nostro palato, tocchiamo il nostro nutrimento. Un cibo che ha forme, deformazioni, consistenze e che attraverso un nuovo processo di sensazioni vogliamo farvi conoscere. Vogliamo anche ricordarci che l’olfatto che passa attraverso il naso, ha un naso più nascosto nella gola, dove il retrogusto di ogni cosa che ingeriamo, crea altri valori sensoriali portatori del secondo senso dell’olfatto.

Textare tutto questo è quello che vogliamo fare, proporre un’ avvicinamento e un approccio attraverso elementi di un’istallazione che ci metterà alla prova e in certi casi “a dura prova sensoriale”, perché si possa percepire fino in fondo e a pieno nella nostra vita quotidiana tutti i veri sentori che costruiscono i sensi del nostro vivere.

Totem centrali dunque, come camere oscure per ricordarci che il tatto è un senso legato anche al senso della vista, memoria consolidata nei nostri occhi di ciò che abitualmente percepiamo e tocchiamo. Tutto quello che ci circonda è percepito nell’interazione e penetrazione dei cinque sensi tradizionali, dove uno non può fare a meno dell’altro, ricercandosi a volte, nel nostro “io”, anche inconsapevolmente. Qui si tratta di abituarci a capire che anche senza la vista, appunto lontano dal nostro sguardo, le texture di riferimento che tutti i giorni abbiamo sotto le nostre dita e sotto i palmi delle mani non sempre vengono percepite nello stesso modo, e che tali sensazioni si possono ritrovare perfettamente all’interno della nostra bocca quando mangiamo e in quel caso viviamo un’altra textur, quella dei cibi. Giocheremo con la nostra mano e con la nostra bocca, a trovare abbinamenti tra cibi da gustare e sensazioni da toccare oppure se volete sensazioni da mangiare e cibi da toccare.