I condimenti a base di oli vegetali e olio extravergine

I condimenti a base di oli vegetali e olio extravergine

Il lato nascosto dei condimenti a base di olio extravergine di oliva

Dopo un’infinita giornata di lavoro, l’ultima cosa di cui hai voglia è fare la spesa. Il frigo è vuoto e i bambini, appena tornati dall’allenamento, hanno una fame nera. Cerchi di trovare l’ispirazione per una cena che accontenti tutti, mentre provi a ricordarti della lista della spesa che, presa dai mille impegni, hai dimenticato sulla scrivania.

In mezzo a questa confusione, inizi a riempire il carrello con tutto il necessario. Poi ti ricordi: il tuo olio preferito è finito e non hai fatto ancora l’ordine al tuo frantoio di fiducia. Odi prendere l’olio al supermercato, ma oggi non hai alternative. Ti avvicini al reparto oli e cominci a cercare qualcosa che vada bene solo per cucinare.


Tra un’infinità di bottiglie, una attira subito la tua attenzione: tutta colorata, con scritto “Olio Extravergine di Oliva” a caratteri cubitali, e il prezzo incredibilmente basso. Pensi: Wow, che affare. Ma sei sicura di aver fatto la scelta giusta?

Fermati un attimo. Riavvolgiamo il nastro. Quella bottiglia che stavi per mettere nel carrello potrebbe non essere quello che credi. Quello che pensavi fosse olio extravergine puro e genuino, in realtà potrebbe essere un condimento a base di oli vegetali e una piccola percentuale di olio extravergine.


Perché ti racconto tutto questo? Perché pochi giorni fa mi è successo proprio questo. Giravo tra gli scaffali alla ricerca di un’ispirazione per la cena, quando delle bottiglie a basso prezzo hanno catturato la mia attenzione. Apparivano normalissime, ma un’occhiata all’etichetta mi ha subito chiarito il perché di quel prezzo stracciato.

Ed è proprio per evitare che tu cada nello stesso inganno che voglio raccontarti cosa sono questi condimenti, come riconoscerli e perché possono trarre in inganno anche i consumatori più attenti.

 

Di cosa stiamo parlando davvero?

 

Cosa sono quindi questi condimenti a base di oli vegetali e olio extravergine? Non confondiamoci: non parlo degli oli aromatizzati, quelli con aglio, limone o erbe. Questi sono un’altra storia e meritano un capitolo a parte. Li produciamo  anche Noi utilizzando 100% olio extravergine e ingredienti freschi. Buoni, genuini, sani.


I condimenti di cui ti parlo oggi sono invece ottenuti miscelano olio di semi industriale e olio extravergine di oliva di qualità indefinita. In pratica, prendiamo circa il 70% di olio di semi (mais, girasole, colza) e ci aggiungiamo fino al 30% di olio extravergine.


Il risultato è un prodotto che, visivamente sullo scaffale può ricordare un olio extravergine ma una volta aperto ci azzecca come i cavoli a merenda.  L’obbiettivo di questo articolo è appunto quello di non farti arrivare mai alla prova di assaggio, se segui attentamente tutte le mie istruzioni le bottiglie di condimento rimarranno sempre ferme sullo scaffale. Let’s go!!

 

La nascita dei condimenti


Sai perché esistono questi condimenti? La storia è semplice: immagina una catena ristorativa o un’industria alimentare che vuole dire “usiamo olio extravergine di oliva”, così da poter promuovere  un certo standard di qualità, ma senza spendere un patrimonio. La soluzione è stata questa miscela: oli di semi più un po’ di extravergine. Così puoi scrivere “olio extravergine” sull’etichetta e risparmiare un sacco di soldi, ovviamente a scapito di gusto e salute.


Due anni fa c’è stato il boom: il mondo a causa di condizioni climatiche avverse ha prodotto la metà dell’olio extravergine, i prezzi sono schizzati alle stelle e gli industriali hanno affilato gli artigli. Quando anche gli oli di bassa qualità costano all’ingrosso quasi 13,00 € al litro la miscela con oli di semi diventa più allettante. Un po’ come quando dopo un paio di aperitivi rivaluti il ragazzetto che non ti è mai piaciuto.


Inizialmente questi prodotti, essendo destinati ai professionisti, venivano commercializzati solo nei cash & carry o negli ingrossi specializzati. Nell’ultimo anno, però, i produttori affamati di nuove fette di mercato e di nuovo fatturano,  hanno iniziato a proporre questi condimenti anche ai consumatori come noi. Apparentemente sembra tutto normale, ma la differenza la noti solo guardando bene l’etichetta.

 

Il problema principale: la normativa

 

Qui arriva la parte più delicata. Questi prodotti, essendo relativamente nuovi, non seguono le stesse regoledell’olio extravergine. E questo crea buchi normativi enormi. L’olio extravergine ha una normativa molto rigida e specifica, ogni aspetto della sua produzione e della sua comunicazione viene controllato con attenzione, al fine di proteggere tutti i consumatori dai furbetti.


I condimenti, invece, non rientrano all’interno di questa categoria e pertanto godono di grandissima libertà, produttiva e comunicativa. Immagina di acquistare una cabrio scintillante, dall’aspetto appare velocissima. Poi la accendi e scopri che monta il motore di una motozappa. Ecco, questo esempio è un tantino estremo ma coerente.

Guardi la bottiglia, a primo avviso sembra un comune extravergine, da una rapita e distratta analisi dell’etichetta  ti sembra che sia tutto ok, poi però lo assaggi e ti rendi conto di aver commesso un grande errore. La comunicazione ingannevole è il grande alleato dei venditori di bassa qualità, le industrie sguazzano in questi buchi normativi per spingerti ad acquistare involontariamente il prodotto che normalmente non avresti mai comprato.

 

Come riconoscerli

 

Sei pronta per le buone notizie? Sapevi che sarebbe arrivata questo momento. Adesso voglio darti alcuni consigli fondamentali, le dritte da seguire per non incappare in errori di valutazione. Presta attenzione, perché la maggior parte dei consumatori non si accorge nemmeno di queste piccole, ma decisive, astuzie di marketing.

1)     Guarda l’etichetta con attenzione, non limitarti ad un’occhiata distratta. Di solito infatti “Olio Extravergine di Oliva” è scritto in grande, mentre “condimento a base di oli vegetali” appare in piccolo, quasi a volerlo nascondere, giustamente.

 

2)     Non lasciarti ingannare dai colori e dalle immagini. Tutta l’etichetta è infatti costruita per ricordare l’olio extravergine, la genuinità e la salubrità. Sembra invitante ma la sorpresa è dietro l’angolo.

 

3)     Presta attenzione alla percentuale. Questa è la regola d’oro. Se dopo la dicitura “olio extravergine di oliva” trovi un valore percentuale, allora stai guardando un condimento, non un olio puro.

 

4)     Controlla la lista degli ingredienti. Un vero olio extravergine di alta qualità non ce l’ha, perché è già 100% puro. I condimenti, invece, riportano una lista completa: olio di semi, olio extravergine, aromi e altri additivi. Insomma, se vedi una lista degli ingredienti, sappi che quello che stai per mettere nel carrello non è puro olio extravergine.

 

Gli ingredienti


Hai ragione: parlare di “ingredienti” quando si parla di olio extravergine suona quasi sacrilego. L’olio buono dovrebbe avere un solo ingrediente: le olive. Punto.

Ma nei condimenti le regole sono poche e, come ti ho già detto, “tutto vale”. Quindi presta ancora più attenzione: quello che trovi scritto in etichetta può trasformare una bottiglia che sembra olio in un prodotto completamente diverso.

Ecco cosa vengono spesso aggiunto — e perché dovrebbero metterti in allerta:

·        Clorofilla — è il pigmento che dà quel verde brillante così “fotogenico”. Versi la bottiglia e il colore ti urla: “è fresco, è buono!”. In realtà la clorofilla è lì solo per l’effetto visivo: ti inganna prima ancora che tu assaggi.

·        Aromi — servono a “sistemare” il sapore. Se la base è anonima o ha difetti, un aroma può mascherare tutto e farti credere che stai usando un olio gustoso. È un po’ come mettere sciroppo sul gelato di pessima qualità: il profumo copre la sostanza.

·        Antiossidanti (e “claim” salutistici) — sono comodi da mettere in etichetta: “fonte di antiossidanti”, “ricco di vitamine”… suona bene, vero? Peccato che spesso siano utilizzati più come argomento commerciale che come reale valore nutrizionale del prodotto.

Il meccanismo è semplice e abbastanza perfido: prima ti abbindolano con una confezione che sembra vera, poi ti “convincono” attraverso colore e sapore corretti artificialmente che la scelta è buona. Insomma, è una trappola costruita in due tempi. Una rapina a mano armata, legale.

La buona notizia? Sapere queste cose ti mette un passo avanti.

 

Conclusioni

 

Io non condanno la produzione di questi condimenti. Ma voglio che chi acquista lo faccia consapevolmente. La regola è semplice: leggi sempre l’etichetta. Controlla cosa stai comprando, perché dietro un prezzo allettante si può nascondere qualcosa di molto diverso da quello che immagini.